News & Scenario

Rassegna n. 3/2019 – Novità giurisprudenziali e legislative

DIRITTO CIVILE

POSSESSO

Cassazione civile, sez. III, 19 sentenza luglio 2019, n. 19502 – Possesso in buona fede acquisito in forza di contratto successivamente dichiarato nullo – Acquisizione di un bene in virtù di un contratto poi dichiarato nullo – Buona fede al momento dell’acquisto del possesso – Successiva azione di nullità – Obbligo di restituzione dei frutti – Decorrenza.

Il possesso di un bene, acquisito in forza di un contratto poi dichiarato nullo, resta soggetto ai principi generali fissati dagli artt. 1147 e 1148 c.c., con la conseguenza che, ove sussista la buona fede (da presumersi) alla data del suddetto acquisto, questa non viene esclusa dalla mera proposizione della domanda rivolta a far valere quella nullità ed il possessore è tenuto alla restituzione dei frutti solo a partire dalla data della domanda di rilascio.

PROPRIETÀ

Cassazione civile, sez. VI – 3, ordinanza 25 settembre 2019, n. 23907 – Azione revocatoria ordinaria: il debitore deve sempre provare la consistenza del suo patrimonio.

L’azione revocatoria è un mezzo di conservazione della garanzia patrimoniale il cui scopo è quello di far dichiarare l’inefficacia degli atti di disposizione patrimoniale con cui il debitore ha arrecato pregiudizio alle ragioni del suo creditore.

Elemento oggettivo dell’azione è l’eventus damni, ossia un pregiudizio per il creditore derivante dal fatto che il patrimonio del debitore divenga incapiente o renda più difficile o rischioso l’eventuale soddisfacimento coattivo del credito.

L’onere di dimostrare le modificazioni della garanzia patrimoniale grava sul creditore, mentre il debitore è tenuto a provare che il suo patrimonio residuo è in grado di soddisfare le ragioni del creditore.

OBBLIGAZIONE E CONTRATTI

Cassazione civile, sez. Unite, sentenza 11 luglio 2019, n. 18672 – Compravendita, prescrizione azione di garanzia ex art. 1495 c.c. – atti interruttivi.

Nel contratto di compravendita, ai sensi dell’art. 2943, 4 comma, c.c. costituiscono idonei atti interruttivi della prescrizione dell’azione di garanzia per vizi, prevista dall’art. 1495 c.c. le manifestazioni extragiudiziali di costituzione in mora del debitore compiute nelle forme di cui all’art. 1219 c.c., con la produzione dell’effetto generale di conservazione dell’efficacia della garanzia contemplato dall’art. 2945 c.c.

DIRITTO BANCARIO

Tribunale di Chieti, sentenza parziale 10 luglio 2019 n. 492.

L’usura originaria è configurabile solo in caso di superamento del tasso soglia al momento della pattuizione (S.U. 24675/17), mentre quella sopravvenuta può determinare solo l’eventuale riconduzione del tasso al limite della soglia di legge (Cass. 9405/17).

La verifica dell’usura si estende anche ai tassi di mora (Cass. 23192/17), con esclusione della sommatoria dell’interesse moratorio con quello corrispettivo. Nella rilevazione dell’usura è peraltro necessario utilizzare dati comparabili (come già osservato con riferimento alla C.M.S. da S.U. 16303/18) e quindi per la verifica degli interessi moratori occorre applicare la maggiorazione del 2,1% della Banca d’Italia.

Laddove il CTU escluda l’usurarietà dei contratti in contestazione e laddove parte attrice, nell’atto introduttivo, si sia dichiarata espressamente vittima del reato di usura, gli atti vanno inviati alla Procura della Repubblica per la valutazione del reato di calunnia”.

Tribunale Parma, ordinanza 2 agosto 2019 – Processo cautelare – Procedimento d’urgenza – Revoca della segnalazione al CAI – Emissione di assegno senza provvista – Non addebitabile al correntista – Ammissibilità.

È fondata la richiesta di provvedimento d’urgenza volta ad ottenere la revoca della segnalazione alla Centrale Allarme Interbancaria relativa all’emissione senza provvista di un assegno ove la mancanza di detta provvista dal ritardo ingiustificato nell’accredito di somme al cliente rispetto alla valuta disponibilità garantita dall’istituto di credito dell’ordinante.

Cassazione civile, sez. I, ordinanza 5 agosto 2019, n. 20896 – Contratto di mutuo – Ripianamento di un debito a mezzo di nuovo credito – Ipoteca contestuale – Nuovo contratto di mutuo – Esclusione – Consegna delle somme – Necessità – Pactum de non petendo ad tempus.

Il «ripianamento» di un debito a mezzo di nuovo credito operato dalla Banca, al fine di conseguire un’ipoteca contestuale, non dà vita, in difetto della consegna di somme di denaro (la quale dovrebbe avvenire con contestuale trasferimento della proprietà delle somme dal patrimonio del mutuante a quello del mutuatario), a un nuovo contratto di mutuo.

Il predetto «ripianamento», determinando il riposizionamento della scadenza del debito pregresso (con contestuale costituzione di una garanzia ipotecaria), configura un pactum de non petendo ad tempus. Non comportando novazione, tale patto non è sufficiente a reggere una domanda di ammissione al passivo fallimentare che abbia ad oggetto la restituzione delle somme di danaro di cui al pregresso credito.

Tribunale di Asti, 6 agosto 2019, n. 738 – Domanda di ripetizione di indebito – Onere di allegazione e della prova. 

Su chi agisce per la ripetizione dell’indebito in relazione ad un contratto di mutuo gravano specifici oneri di allegazione e prova che rendono necessaria la produzione del contratto di mutuo, del piano di ammortamento e dei versamenti effettuati di cui si chiede la ripetizione e la prova dell’inesistenza di una idonea causa debendi.

L’occasionale eccedenza del tasso soglia da parte del tasso di mora non determina necessariamente l’usurarietà del contratto, né può trovare fondamento, ai fini della verifica del superamento del tasso soglia d’usura, la somma algebrica del tasso corrispettivo con quello moratorio che, poiché alternativi, non possono essere cumulativamente compresi nel calcolo del TEG;

Le clausole contrattuali del contratto di mutuo stipulato per atto pubblico non possono considerarsi predisposte da uno dei contraenti e, pertanto, pur se vessatorie non necessitano di specifica approvazione ex art. 1341 cc.

Tribunale Pescara, sentenza 22 Agosto 2019 – Contratto di conto corrente con apertura di credito – Onere della prova a carico della Banca in sede di opposizione a decreto ingiuntivo – CTU contabile – onere di motivazione del Giudice sulle osservazioni dei consulenti di parte.

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, l’onere della prova in ordine all’esistenza ed al contenuto del contratto di conto corrente bancario con apertura di credito si pone a carico della Banca. In difetto di idonea prova, è necessario operare l’azzeramento di tutte le competenze (e, in caso di collegamento, anche di quelle provenienti dal conto anticipi).

Quando il Giudice di merito accoglie le conclusioni del CTU e sia già stata data risposta ai rilievi dei consulenti di parte, esaurisce l’obbligo della motivazione con l’indicazione delle fonti del suo convincimento, non occorrendo l’espressa confutazione in sentenza di tali rilievi, che restano implicitamente disattesi poiché incompatibili con le argomentazioni accolte e risolvendosi, le critiche di parte che tendano al riesame degli elementi di giudizio già valutati dal consulente tecnico, in mere allegazioni difensive insuscettibili di configurare il vizio di motivazione previsto dall’art. 360, n. 5, c.p.c. (Cass. 10123/2009).

Tribunale di Teramo, sentenza 11 settembre 2019 n. 770 – Onere della prova (produzione del contratto ed integralità degli estratti, strumenti processuali per l’acquisizione).

Nelle azioni di ripetizione di indebito su conto corrente, in caso di mancata produzione, da parte dell’attore, del contratto recante le norme di disciplina del rapporto, non è possibile ricostruire i rapporti di dare-avere tra le parti alla luce delle pattuizioni validamente intercorse tra le stesse. Sono poi da ritenersi irrilevanti le censure relative alla mancata consegna, da parte della Banca, della documentazione contrattuale richiesta dal correntista in difetto della prova che il correntista prima di agire in giudizio abbia con diligenza azionato gli strumenti di tutela previsti dalla legge (quali ad esempio il ricorso alla procedura monitoria, alla tutela cautelare, ovvero a quella sommaria ex art. 702bis) al fine di munirsi del titolo alla base della sua pretesa.

DIRITTO PROCESSUALE CIVILE

Cassazione civile, sez. III, ordinanza interlocutoria 12 luglio 2019 n. 18741 – Onere di esperire il tentativo obbligatorio di mediazione in ambito di opposizione a decreto ingiuntivo.

Con ordinanza interlocutoria n. 18741 pubblicata in data 12 luglio 2019 la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione ha rimesso gli atti al Primo Presidente affinché valuti l’opportunità di sottoporre all’esame delle Sezioni Unite la seguente questione di massima di particolare importanza: “Se, in tema di opposizione a decreto ingiuntivo, l’onere di esperire il tentativo obbligatorio di mediazione ricada sul debitore opponente, in quanto parte interessata all’instaurazione e alla prosecuzione del processo ordinario di cognizione, posto che, in difetto, il decreto acquista esecutorietà e passa in giudicato, ovvero sulla parte opposta, che ha proposto la domanda di ingiunzione ed è attore in senso sostanziale, tenuto conto che l’articolo 5 del decreto legislativo n. 28 del 2010 onera dell’attivazione della condizione di procedibilità della domanda giudiziale “chi intende esercitare in giudizio una azione”.

Cassazione civile, sez. III, sentenza 12 luglio 2019, n. 18745 – Contrasto di orientamenti e abuso del mezzo di impugnazione.

La semplice conoscenza dell’esistenza di contrastanti orientamenti di merito, alcuni dei quali espressione di una posizione contraria a quella fatta propria dall’impugnante, non è di per sé sufficiente a qualificare la proposizione dell’appello come abuso del mezzo di impugnazione. Solo la vacuità e la vuota pretestuosità delle argomentazioni utilizzate, potrebbero portare a tanto qualora si spingessero ai confini della male fede.

Appello Milano, sentenza 04 luglio 2019 – Mediazione obbligatoria – Mancato rispetto del termine assegnato dal giudice – Effetti – Natura ordinatoria del termine – Improcedibilità – Fattispecie.

In tema di mediazione obbligatoria, poiché la condizione di procedibilità si considera, per espressa disposizione di legge, avverata solo dopo che si sia tenuto il primo incontro davanti al mediatore, la domanda deve essere dichiarata improcedibile quando il suo mancato effettivo esperimento dipenda dalla colpevole inerzia della parte che abbia presentato la domanda di mediazione oltre il termine dato dal Giudice e solo quattro giorni prima dell’udienza fissata per la verifica dell’effettivo esperimento della mediazione, a cui è subordinata la procedibilità dell’azione.

La qualificazione del termine in questione come ordinatorio non è decisiva non postulando, la dichiarazione d’improcedibilità, la natura perentoria del termine concesso dal giudice, bensì l’effettivo mancato esperimento della mediazione alla data dell’udienza fissata per consentire l’avveramento della condizione di procedibilità.

DEL PROCESSO DI ESPROPRIAZIONE

Cassazione civile, Sez. Un., sentenza 23 Luglio 2019, n. 19889 – Ordinanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo in sede di opposizione a precetto – Reclamabilità.

Il provvedimento con il quale il giudice dell’opposizione all’esecuzione, proposta prima che questa sia iniziata ed ai sensi del primo comma dell’art. 615 cod. proc. civ., decide sull’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo è impugnabile col rimedio del reclamo ai sensi dell’art. 669-terdecies cod. proc. civ. al collegio del tribunale cui appartiene il giudice monocratico – o nel cui circondario ha sede il giudice di pace – che ha emesso il provvedimento.

DIRITTO FALLIMENTARE E ALTRE PROCEDURE CONCORSUALI

 Cassazione civile, sez. I, sentenza 30 Settembre 2019, n. 24441 – Concordato preventivo – Annullamento e risoluzione – Procedimento – Attuale testo dell’art. 137 l.fall. – Garante – Litisconsorzio necessario –  Sussistenza – Fondamento.

In tema di risoluzione e annullamento del concordato preventivo, l’attuale testo dell’art. 137, Legge fallimentare (come modificato ex art. 9, co. 10, D.Lgs. n. 169/2007), al quale anche l’art. 186, postulando che al procedimento sia chiamato a partecipare anche l’eventuale garante include quest’ultimo accanto al debitore tra i soggetti del processo, così da concretizzare una fattispecie di litisconsorzio necessario processuale.

 Cassazione civile, sez. VI-1, ordinanza 27 agosto 2019, n. 21749 – Scientia decoctionis rileva la condizione professionale dell’accipiens.

Nelle azione revocatoria fallimentare, la scientia decoctionis, quale condizione di effettiva conoscenza dello stato di insolvenza, va accertata in capo al terzo conferendo rilevanza peculiare alla condizione professionale dell’accipiens, onde la misura della diligenza esigibile da quel soggetto va riferita alla categoria di appartenenza dello stesso e all’onere di informazione tipico del relativo settore di operatività.

Cassazione civile, sez. VI-1, ordinanza 16 luglio 2019, n. 19048 – Notificazioni a mezzo PEC – Notifica della cancelleria ex art. 15 l.f. al recapito risultante sui pubblici elenchi – Validità.

In tema di notificazioni a mezzo PEC, nel rispetto delle disposizioni di cui all’art. 15 della Legge fallimentare, deve ritenuta validamente tentata, dalla cancelleria, la notifica eseguita presso l’indirizzo di posta elettronica certificata del debitore presente nei pubblici elenchi, con conseguente validità ed efficacia della successiva procedura in mancanza di elementi che possano giustificare l’erroneità del recapito utilizzato.

La norma sul punto prevede espressamente che, allorquando, per qualsiasi ragione, la notificazione non risulti possibile o non abbia esito positivo, debba essere eseguita a cura del ricorrente esclusivamente di persona (ex art. 107, D.P.R. n. 1229/1959) presso la sede risultante dal registro delle imprese.

Laddove neanche con queste modalità la notifica possa essere eseguita, dovrà provvedersi con il deposito dell’atto nella casa comunale della sede iscritta nel registro delle imprese, perfezionandosi, in questo caso, al momento del deposito.

Cassazione civile, sez. VI, ordinanza 1 luglio 2019, n. 17640 – Ammissione al passivo – Credito bancario – Onere della prova.

In tema di ammissione al passivo fallimentare, nell’insinuare il credito da saldo negativo di conto corrente, la banca ha l’onere di dare conto dell’intera evoluzione del rapporto tramite il deposito degli estratti conto integrali, essendo necessario rendere conto in modo analitico e continuo dello svolgimento dell’intero rapporto di conto corrente.

Tribunale di Perugia, decreto 5 luglio 2019 – Concordato Preventivo – Adunanza creditori – Creditore dissenziente – Nozione.

Per creditore dissenziente deve intendersi colui che ha manifestato all’adunanza (o anche prima) e comunque nel termine di 20 giorni dalla stessa, la sua contrarietà alla proposta ed al piano concordatario.

Sotto questo profilo non appare condivisibile la tesi (Cass. 13284/2012) che distingue tra il creditore che ha espresso voto contrario all’adunanza e chi, astenutosi in prima battuta, abbia poi, nei previsti 20 giorni, espresso voto contrario, facendone da ciò derivare che solo il primo e non anche il secondo, sarebbe legittimato a contestare anche la convenienza economica del concordato. Un distinguo che non si rinviene nelle disposizioni legislative e che non è ricavabile dai principi generali.

NOVITÀ LEGISLATIVE

D.L. 23 ottobre 2018, n. 119 (conv. con modif. dalla L. 17 dicembre 2018, n. 136) recante «Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria» (GU n. 293 del 18-12-2018) – Processo Tributario Telematico obbligatorio dal 1° Luglio 2019. 

Il D.L. n. 119 del 23 ottobre 2018 con la modifica dell’art. 16 sancisce l’obbligatorietà del giudizio telematico per i giudizi instaurati a decorrere dal 1 luglio 2019, salvo circoscritte eccezioni. La costituzione telematica consente alle parti processuali di effettuare in modalità telematica il deposito dei ricorsi e degli altri atti processuali presso le Commissioni tributarie, accedere al fascicolo processuale informatico del processo e consultare tutti gli atti e i provvedimenti emanati dal giudice.

Novità Principali

L’udienza a distanza.

La più importante delle novità (introdotta dal comma 4 dell’art. 16) è la possibilità, data alle parti (funzionari pubblici, professionisti e contribuenti), su tempestiva istanza di una di esse (da avanzarsi nel ricorso introduttivo o nel primo atto difensivo), di partecipare a distanza all’udienza pubblica, in videoconferenza.

Deposito di copie analogiche.

Le parti in causa hanno l’opportunità di portare in giudizio copie analogiche di atti originali in loro possesso o dotarsi di copie di provvedimenti presenti nel fascicolo informatico, comprovandone la conformità ai sensi del D.Lgs. n. 82/2005. Analogo potere di attestazione di conformità è esteso, anche per l’estrazione di copia analogica, agli atti e ai provvedimenti presenti nel fascicolo informatico, formato dalla segreteria della Commissione tributaria, o trasmessi in allegato alle comunicazioni telematiche dell’ufficio di segreteria.

Requisito di accesso.

Per usufruire del Processo Tributario Telematico, è necessaria l’iscrizione al Sistema Informativo della Giustizia Tributaria (SIGIT), con acceso a tutte le funzionalità che riguardano il deposito del processo telematico.

Prima di accedere alle funzionalità del PTT, è necessaria la preventiva notifica del ricorso/appello alla controparte a mezzo PEC e l’acquisizione delle relative ricevute di accettazione e di avvenuta consegna.

Le Eccezioni

L’abolizione del deposito della documentazione cartacea non sarà totale, in quanto il PTT resterà facoltativo solamente che per i contribuenti che decidono di stare in giudizio senza l’assistenza di un difensore abilitato, cosa possibile solo per liti che non superano il valore di 3.000 euro.

Avv. Antonio Pepe
Avv. Eleonora Piccioni

MFLaw – Studio Legale Mannocchi & Fioretti

Sede di Roma

Il presente documento non costituisce un parere ed è stato redatto ai soli fini informativi dei clienti di MFLaw, in conformità ai termini e alle condizioni del servizio.

SCARICA CONTENUTO IN PDF

Trigger Newsletter Fancybox